Il cumulo per il compostaggio nei biotrituratori

 

Se vogliamo che il processo di biodegradazione riesca a meraviglia dobbiamo porre una particolare attenzione al cumulo. Meglio che poggi direttamente sul terreno, piuttosto che adagiato in un contenitore. Nel primo caso infatti il processo sarà più veloce, mentre in caso di recipiente artificiale ne risulterebbe particolarmente rallentato. È inoltre importante che sia ben ossigenato, altrimenti i microorganismi che permettono la biodegradazione non potranno formarsi. Assicuriamoci quindi di smuovere di tanto in tanto il cumulo, per permettere nuovamente il passaggio di ossigeno. Possiamo aiutarci con un forcone o uno strumento simile.

Sempre per lo stesso motivo di sopra è bene che siano presenti due componenti fondamentali: l’azoto e il carbonio. È necessario però che ci siano nella giusta quantità: il rapporto ideale in questo caso è di 25:30. Se c’è troppo azoto rischiamo di produrre un odore davvero sgradevole e persistente, mentre se c’è troppo carbonio si rischia di rallentare ulteriormente il processo in questione.

Ricordiamoci inoltre che il cumulo non deve essere né troppo secco, né eccessivamente umido. Per vedere il tasso di umidità dello stesso basta prendere un mucchio nella mano, e stringerla forte. Se la mano si bagna completamente ed eccessivamente il cumulo è troppo umido, mentre se non si bagna affatto troppo secco. Per riequilibrare il tutto basterà aggiungere dell’acqua (nel caso di un cumulo secco), oppure del materiale secco (se il cumolo è eccessivamente umido) come i rami o le foglie, e ristabilire la giusta quantità di acqua presente nel cumulo. Se questa è eccessiva ricordiamo che c’è la possibilità che si sviluppino muffe, organismi avversi alla biodegradazione.  

Un cumulo perfetto è così composto:

      Uno strato inferiore cippato, che forma la base del cumulo. Grazie a questo tipo di tritatura avremo dei pezzi grossolani e irregolari;

      Subito dopo deve esserci uno strato di pacciame, ovvero di materiale sminuzzato finemente quasi in polvere.

Per una riuscita ottimale del cumulo sarà bene alternare questi due tipi di strato fino a giungere alla vetta, ovvero l’estremità più alta.

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