Posted on

Il drop di una scarpa da running

Il drop di una scarpa da running è fondamentale per poter stabilire quale modello è ideale per noi. Questo termine indica la differenza di altezza tra il tallone e l’avampiede. Ognuno quindi ha un drop diverso, a seconda della conformazione del piede stesso. Il valore che ne risulta da questo rapporto ci aiuta a capire come il piede appoggia sul suolo: per tale ragione è fondamentale conoscerlo. In linea di massima da zero fino a otto millimetri è indice di un soggetto che favorisce l’appoggio dell’arco plantare in un tempo precedente rispetto al tallone. Vediamo però nel dettaglio tutti i valori corrispondenti al drop, e cosa stanno a indicarci. Ulteriori approfondimenti si possono reperire su questo sito.

      Un drop che va da zero a quattro millimetri è il minore che possiamo trovare. Le scarpe da running con questo valore sono perfette per i corridori già molto pratici, e che quindi non presentano particolari difetti di appoggio del piede. Un simile drop quindi è destinato a coloro che hanno una tecnica di corsa molto consolidata nel tempo.

      Un drop medio invece può essere uno compreso tra i quattro e i sei millimetri. In questo caso l’appoggio del piede sarà ammortizzato in maniera efficiente. Le scarpe da running con questo valore di drop appartengono per la maggior parte alla categoria minimalista. Avremo quindi una via di mezzo tra una scarpa da corsa minimal e una maximal (che invece è una delle più ammortizzanti).

      Coloro che invece corrono da molto tempo, ma vogliono passare a un livello di corsa più esperto e impegnativo dovranno scegliere una scarpa con un drop di almeno otto millimetri.

      Le scarpe da running tradizionali di solito hanno un drop di circa dodici millimetri (fino a un massimo di quattordici). Queste scarpe sono perfette anche per i principianti, e chi inizia a correre da poco, in quanto ci permette di proteggere al meglio la caviglia da eventuali storte o movimenti bruschi. Inoltre ci garantisce il massimo della correzione e dell’ammortizzazione, anche nel caso in cui non siamo a conoscenza dei nostri difetti di postura durante la fase di corsa.